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Tic

I disturbi da tic si manifestano come movimenti o vocalizzazioni improvvise, rapidi e privi di finalità, che compaiono tipicamente in età evolutiva. Spesso percepiti come gesti involontari, questi segnali nascono da una specifica disregolazione dei circuiti neurali responsabili del controllo motorio. Identificare precocemente la natura del disturbo permette di intervenire correttamente, evitando che il bambino sviluppi disagio sociale o cali di autostima.

Cos'è

Tic

I disturbi da tic sono categorizzati nel DSM-5 come disturbi del neurosviluppo. Si distinguono dalla Sindrome di Tourette perché possono presentarsi in forma transitoria (durata inferiore a un anno) o cronica (solo motoria o solo vocale). Clinicamente, il tic è definito come un movimento o una fonazione stereotipata, non ritmica, che il soggetto avverte come "irresistibile", sebbene possa essere soppresso per brevi periodi a costo di un elevato sforzo cognitivo.

Sintomi

La sintomatologia si divide tra componenti motorie e fonatorie, classificate per complessità:


  • Tic Motori Semplici: Coinvolgono singoli gruppi muscolari (ammiccamenti oculari, torsioni del collo, smorfie facciali, scrollate di spalle).


  • Tic Motori Complessi: Movimenti più articolati che possono sembrare intenzionali (toccare oggetti in modo ripetitivo, saltellare, compiere gesti osceni involontari o mimare i movimenti altrui).


  • Tic Vocali Semplici: Emissioni sonore elementari come raschiarsi la gola, sniffare, grugnire o schioccare la lingua.


  • Tic Vocali Complessi: Ripetizione di parole o frasi fuori contesto, ecolalia (ripetere ciò che dicono gli altri) o coprolalia (meno comune nei tic isolati).

Funzionamento

Dal punto di vista neuroscientifico, il disturbo da tic è legato a un’alterazione dei circuiti cortico-striato-talamo-corticali (CSTC).

Questi circuiti fungono da "filtro" per i movimenti. Nei soggetti con disturbi da tic, si osserva una riduzione della capacità inibitoria dei gangli della base, strutture profonde che dovrebbero bloccare i segnali motori indesiderati. Il risultato è un rilascio di movimenti "parassiti" che la corteccia motoria non riesce a frenare. Un elemento chiave è l'urgenza premonitoria: una sensazione di tensione fisica crescente che il soggetto placa solo eseguendo il tic, rendendo il comportamento rinforzato a livello cerebrale.


Intervento

Presso i centri di Trento e Cles, l'intervento mira a stabilizzare la produzione corretta dei suoni:

  • Bilancio Fonetico-Fonologico: Valutazione dell'inventario dei suoni prodotti dal bambino per capire quali sono assenti e quali sono sostituiti.

  • Impostazione dei Fonemi: Esercizi logopedici e neuropsicologici per insegnare fisicamente la corretta posizione degli organi articolatori (lingua, labbra).

  • Discriminazione Uditiva: Allenamento specifico per aiutare il bambino a "sentire" la differenza tra i suoni che tende a confondere.

  • Generalizzazione: Attività per portare il suono corretto dal gioco in studio alla conversazione spontanea a casa e a scuola.

FAQ

  • Perché i tic aumentano quando mio figlio è stanco o guarda la TV? La stanchezza riduce le risorse della corteccia prefrontale per inibire i movimenti. Gli schermi, d'altra parte, forniscono una stimolazione visiva che può sovraccaricare il sistema dopaminergico.

  • Scompariranno da soli? Molti tic in età scolare sono transitori e si risolvono entro l'anno. Tuttavia, una valutazione specialistica è necessaria se i tic diventano invalidanti o se persistono, per escludere l'evoluzione in forme croniche o Tourette.

  • I tic sono legati all'ansia? L'ansia non "causa" i tic, ma agisce come un forte modulatore: un ambiente ansioso abbassa la soglia di tolleranza neurologica, rendendo i tic più frequenti e intensi.

Nota informativa: I contenuti di questa pagina hanno lo scopo di orientare la consapevolezza dell'utente. Qualora si ravvisassero analogie con il proprio caso o quello di terzi, si consiglia vivamente di consultare uno specialista. Le informazioni qui riportate non sostituiscono il parere clinico e non devono essere utilizzate per formulare autodiagnosi o giudizi clinici.

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