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Disturbi del linguaggio

I disturbi del linguaggio sono condizioni del neurosviluppo che rendono difficoltosa l'acquisizione e l'uso della lingua, sia nella produzione di frasi che nella comprensione dei messaggi altrui. Non dipendono da problemi di udito o da scarsa stimolazione ambientale, ma da una differente organizzazione dei circuiti cerebrali dedicati alla processazione dei suoni e delle parole. Intervenire tempestivamente permette di prevenire future fatiche nella lettura e nella scrittura, facilitando la socializzazione del bambino.

Cos'è

Disturbi del linguaggio

Il Disturbo del Linguaggio (DL) è caratterizzato da difficoltà persistenti nell'acquisizione e nell'uso del linguaggio in tutte le sue modalità (parlato, scritto o gestuale). A differenza dei "parlatori tardivi" (Late Talkers), che spesso recuperano entro i 36 mesi, il DL mostra una resistenza maggiore e una compromissione che può riguardare il lessico (poche parole), la morfologia (errori nel coniugare i verbi) e la sintassi (frasi incomplete o disorganizzate). Secondo il DSM-5, le capacità linguistiche del soggetto sono significativamente al di sotto di quelle attese per l'età, limitando l'efficacia della comunicazione.

Sintomi

Le manifestazioni variano in base alla componente del linguaggio colpita:


  • Deficit Lessicale: Vocabolario ristretto, difficoltà a recuperare le parole (fenomeno "sulla punta della lingua") e uso di termini generici ("cosa", "coso").


  • Deficit Morfosintattico: Frasi molto brevi, omissione di articoli, preposizioni o errori sistematici nell'accordo di genere e numero.


  • Difficoltà Fonologiche: Sostituzione o omissione di suoni che rendono il parlato poco intelligibile a chi non conosce bene il bambino.


  • Deficit di Comprensione: Fatica a seguire istruzioni complesse o a comprendere il significato di strutture grammaticali articolate (es. le frasi passive).

Funzionamento

Neurobiologicamente, il disturbo è spesso legato a un’inefficienza della memoria di lavoro fonologica, situata principalmente nel giro sopramarginale e nelle aree temporali sinistre.

Il cervello fatica a trattenere e processare la sequenza dei suoni linguistici abbastanza a lungo da permetterne la codifica stabile nella memoria a lungo termine. Studi di neuroimmagine indicano spesso una ridotta asimmetria della scissura silviana e una minore attivazione del fascicolo arcuato, la "autostrada" neuronale che connette l'area di Wernicke (comprensione) all'area di Broca (produzione). Questa mancata fluidità strutturale impedisce l'automatizzazione delle regole grammaticali e fonologiche.

Intervento

Presso i nostri centri di Trento e Cles, l'approccio integra neuropsicologia e logopedia:

  • Valutazione Multidimensionale: Analisi del vocabolario, della grammatica e della comprensione attraverso test standardizzati (es. Rustioni, TVL).

  • Potenziamento Fonologico e Sintattico: Esercizi mirati a migliorare la discriminazione dei suoni e la costruzione della frase attraverso il gioco e il rinforzo visivo.

  • Supporto alla Memoria di Lavoro: Tecniche per aumentare la capacità di processazione dell'informazione uditiva.

  • Counseling Familiare: Strategie per i genitori per diventare "facilitatori" linguistici, utilizzando tecniche come l'espansione (ripetere la frase del bambino correggendola e ampliandola senza punire l'errore).

FAQ

  • Mio figlio non parla perché è pigro? No. Nessun bambino sceglie di non comunicare. Se il linguaggio non emerge o è scorretto, è perché il sistema di processazione neurale sta incontrando un ostacolo biologico, non motivazionale.

  • Si risolverà con l'inizio della scuola elementare? Aspettare la scuola è un rischio. Un disturbo del linguaggio non trattato è il principale fattore di rischio per lo sviluppo di una Dislessia o Disortografia (DSA) in futuro.

  • Il bilinguismo causa il disturbo del linguaggio? Assolutamente no. Il bilinguismo è una risorsa. Un bambino con DL avrà difficoltà in entrambe le lingue, ma non è la seconda lingua a causare il problema.

Nota informativa: I contenuti di questa pagina hanno lo scopo di orientare la consapevolezza dell'utente. Qualora si ravvisassero analogie con il proprio caso o quello di terzi, si consiglia vivamente di consultare uno specialista. Le informazioni qui riportate non sostituiscono il parere clinico e non devono essere utilizzate per formulare autodiagnosi o giudizi clinici.

Approfondimenti

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