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Blog di NeuroImpronta

Le sei emozioni universali

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    neuroimpronta
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min
sei visi di un uomo con le sei espressioni facciali delle emozioni primarie


Negli anni ’70, lo psicologo Paul Ekman attraverso studi cross-culturali (tra cui le celebri ricerche condotte sulla tribù Fore in Papua Nuova Guinea) ha dimostrato che la produzione e il riconoscimento di determinate espressioni facciali non sono costrutti puramente culturali, bensì pattern biologicamente innati ed evolutivamente conservati nella specie umana.


Ekman ha identificato un set di emozioni "universali", comuni a ogni cultura umana: le emozioni primarie!


Dal punto di vista filogenetico, queste emozioni rispondono a precisi programmi d'azione biologici, ciascuno con una specifica funzione adattiva e un correlato neurofisiologico distinto.


Paura

  • Funzione adattiva: sopravvivenza e protezione dai pericoli immediati.


  • Fisiologia ed espressione: attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) con conseguente rilascio di adrenalina e cortisolo. Comporta l'innalzamento e l'avvicinamento delle sopracciglia, la tensione delle palpebre inferiori e l'apertura della bocca con labbra tese all'indietro (funzionale a ottimizzare l'apporto di ossigeno per una risposta di attacco o fuga).


Rabbia

  • Funzione adattiva: superamento di un ostacolo, reazione all'ingiustizia, difesa del territorio o delle risorse.


  • Fisiologia ed espressione: incremento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Le sopracciglia si abbassano e si uniscono (corrugatore del sopracciglio), gli occhi si fanno fissi e le labbra si stringono fortemente, preparando l'organismo all'azione assertiva o aggressiva.


Tristezza

  • Funzione adattiva: elaborazione della perdita (lutto, separazione), conservazione dell'energia e segnalazione sociale per la richiesta di supporto o accudimento.


  • Fisiologia ed espressione: calo generale del tono muscolare e riduzione dell'arousal simpatico (fatta eccezione per le fasi di pianto acuto). Gli angoli interni delle sopracciglia si sollevano, le palpebre superiori cadono e gli angoli della bocca si flettono verso il basso.


Gioia

  • Funzione adattiva: rinforzo dei legami sociali, cooperazione e spinta alla ripetizione di comportamenti biologicamente o socialmente vantaggiosi.


  • Fisiologia ed espressione: rilascio di dopamina, serotonina ed endorfine. L'espressione è caratterizzata dal sorriso di Duchenne: contrazione simultanea del muscolo grande zigomatico (che solleva gli angoli della bocca) e del muscolo orbicolare dell'occhio (che crea le caratteristiche rughe perioculari, segno distintivo del sorriso genuino).


Disgusto

  • Funzione adattiva: protezione dall'ingestione di sostanze tossiche o patogene (intossicazione alimentare) e, per estensione evolutiva, da stimoli morali o sociali degradanti.

  • Fisiologia ed espressione: spiccata attivazione dell'insula anteriore. L'espressione prevede il sollevamento del labbro superiore e l'arricciamento del naso, un movimento biomeccanico atto a ridurre l'inalazione di odori sgradevoli o l'ingresso di sostanze nocive nelle vie aeree.


Sorpresa

  • Funzione adattiva: riorientamento iper-rapido dell'attenzione e dei processi cognitivi verso uno stimolo inaspettato, per valutarne la natura (minaccia o opportunità).


  • Fisiologia ed espressione: è l'emozione più breve in assoluto. Comporta il sollevamento delle sopracciglia e l'apertura millesimale degli occhi (per ampliare il campo visivo) e il rilassamento della mascella. Di norma, evolve rapidamente in un'altra emozione (es. paura o gioia) a seconda della valutazione dello stimolo.


Esistono poi le emozioni secondarie (come invidia, nostalgia o vergogna), che sono più complesse e influenzate dalla nostra educazione e cultura. Diversamente dalle emozioni primarie, le emozioni secondarie non possiedono un'espressione facciale universale e univocamente riconoscibile in ogni cultura, richiedono lo sviluppo della consapevolezza di sé e l'interiorizzazione di norme sociali ed emergono più tardi nell'ontogenesi (sviluppo dell'individuo).


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BIBLIOGRAFIA

D’Urso, V., & Trentin, R. (1998). Introduzione alla psicologia delle emozioni. Roma: Laterza.).

Ekman, P. (2008). Te lo leggo in faccia. Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste. Amrita.

Frijda, N. H. (1986). The Emotions. Cambridge University Press. (Lazarus, R. S. (1991). Emotion and Adaptation. Oxford University Press. (LeDoux, J. (2016). Lo stress del cervello. Ansia, paura e il sistema limbico. Cortina Raffaello. ( Panksepp, J. (2003). Neuropsicologia delle emozioni. Milano: Edra.

 
 
 

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