Le emozioni e il modello ABC
- neuroimpronta

- 28 lug
- Tempo di lettura: 2 min

Vi è mai capitato di vivere la stessa identica situazione di un vostro amico, ma di reagire in modo completamente diverso?
Immaginate questa scena: due persone inviano un messaggio importante e, dopo ore di silenzio, ricevono una risposta su WhatsApp molto sintetica: "Ok, poi parliamo".
La prima persona legge il messaggio e avverte subito una morsa allo stomaco: entra in ansia, inizia a rimuginare e si convince di aver sbagliato qualcosa.
La seconda persona legge lo stesso identico testo, mette via il telefono e continua a fare quello che stava facendo, pensando semplicemente che l'altro sia occupato.
Se l'evento esterno è lo stesso (le medesime parole su uno schermo), perché le reazioni emotive sono così opposte?
La risposta risiede in uno dei modelli più importanti della psicologia cognitiva: il modello ABC. Introdotto dallo psicologo Albert Ellis, fondatore della Terapia Razionale Emotiva Comportamentale (REBT).
Le terapie cognitivo-comportamentali utilizzano da decenni questo modello operativo (Ellis, 1962; DiGiuseppe et al., 2015) per scomporre l'esperienza umana in tre passaggi chiave:
A – Activating Event (Evento Attivante): rappresenta la situazione di partenza, lo stimolo o l'evento oggettivo che determina una reazione (nel nostro esempio, la ricezione del WhatsApp).
B – Belief System (Sistema di Convinzioni): è il filtro della nostra mente. Include i pensieri, le percezioni, le immagini mentali e le credenze con cui interpretiamo l'evento A.
C – Consequences (Conseguenze): è l'output finale, ovvero le risposte emotive e comportamentali che proviamo e mettiamo in atto (l'ansia e la morsa allo stomaco, oppure la calma).
Infatti, le persone hanno una tendenza a creare Belief (credenze) su loro stessi, il mondo e gli altri. I Belief a loro volta sono in grado di influenzare emozioni e comportamenti.
Alcuni Belief danno vita a emozioni e comportamenti positivi e orientati a obiettivi; altri invece producono emozioni e comportamenti negativi.
Tuttavia, la buona notizia è che i pensieri possono essere identificati e modificati.
Il segreto che la psicologia ci rivela attraverso il modello ABC è tanto semplice quanto potente: il punto A non causa mai direttamente il punto C. Non è il messaggio su WhatsApp a farci stare male, ma il modo in cui il nostro sistema di convinzioni (B) lo interpreta.
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Approfondimenti bibliografici
Per approfondimenti si legga Ellis, A. (1989). L'autocontrollo emotivo: Come dominare l'ansia e la rabbia con la terapia razionale emotiva. Trento: Edizioni Erickson.
De Silvestri, C. (1981). I fondamenti teorici e clinici della terapia razionale-emotiva. Roma: Astrolabio.
DiGiuseppe, R. A., Doyle, K. A., Dryden, W., & Backx, W. (2014). A Practitioner's Guide to Rational Emotive Behavior Therapy. Oxford University Press.
Di Pietro, M. (1992). L'educazione razionale-emotiva. Trento: Edizioni Erickson. Ellis, A. (1962). Reason and Emotion in Psychotherapy. Secaucus, NJ: Citadel.
Ruggiero, G. M., & Sassaroli, S. (2013). Il colloquio in psicoterapia cognitiva. Milano: Raffaello Cortina Editore.



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