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La Rabbia

  • Immagine del redattore: neuroimpronta
    neuroimpronta
  • 12 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min
un uomo che esprime rabbia con un pugno


La rabbia è una delle emozioni più attivanti, viscerali e spesso fraintese dell'esperienza umana.


Nella nostra cultura viene frequentemente etichettata in modo negativo: "È distruttiva", "Deve essere repressa", oppure viene giustificata come uno sfogo inevitabile ("Se non tengo fuori tutto, scoppio").


La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) adotta una prospettiva completamente diversa: la rabbia non è un difetto o qualcosa di negativo, ma un segnale carico di significato.


Vediamo quali sono i tre significati principali della rabbia secondo la psicologia cognitiva


1. La rabbia come scudo contro la vulnerabilità


Nel modello cognitivo-comportamentale, le emozioni sono strettamente collegate ai nostri pensieri e alle nostre credenze profonde. Sandra Sassaroli, figura di riferimento della CBT in Italia, spiega come la rabbia sia spesso un’emozione secondaria, ovvero una reazione che si attiva per coprirne un'altra ben più dolorosa.


Quando viene toccato un nostro punto debole o nucleo di vulnerabilità (come il sentirsi inadeguati, deboli, rifiutati o non considerati), la rabbia interviene come meccanismo di protezione (coping):


  • sentirsi fragili o impotenti fa troppa paura;

  • la rabbia ribalta la situazione: trasforma la vulnerabilità in attacco, fornendo una temporanea e illusoria sensazione di potere e controllo.

In terapia, l'obiettivo non è semplicemente "calmare" la rabbia, ma capire quale ferita profonda sta cercando di proteggere.

2. La rabbia come segnale di uno scopo violato


Se la vulnerabilità è la radice nascosta, Cristiano Castelfranchi ci spiega l'esatta architettura mentale della rabbia. Secondo la Teoria degli Scopi, la rabbia non esplode mai a caso, ma è la risposta diretta alla percezione di un'ingiustizia o di un danno a uno scopo per noi fondamentale. Perché scatti la rabbia, la mente compie tre valutazioni automatiche.


  1. Frustrazione di uno scopo: volevo ottenere qualcosa (rispetto, attenzione, un risultato) e non ci sono riuscito.

  2. Attribuzione di colpa: identifico un responsabile che ha violato una regola in modo intenzionale o per negligenza.

  3. Valutazione di ingiustizia: non è giusto che sia andata così.


La rabbia contiene sempre un giudizio morale: quando siamo arrabbiati siamo convinti di avere ragione e che l'altro sia "in colpa". Riconoscere questo meccanismo permette di mettere in discussione le nostre pretese rigide sul comportamento altrui.


3. Rabbia, attaccamento e sistemi motivazionali


Per completare il quadro, la prospettiva evoluzionistica di Giovanni Liotti integra la teoria dell'attaccamento con i Sistemas Motivazionali Interpersonali (SMI), ricordandoci che la rabbia ha radici biologiche antiche.


  • Rabbia di protesta: quando sentiamo che una persona importante si allontana, la rabbia serve a richiamarla a sé (è la protesta del bambino che piange o del partner che aggredisce per paura dell'abbandono).

  • Rabbia da rango/potere: scatta quando sentiamo che la nostra posizione sociale o il nostro valore vengono umiliati o calpestati.

La psicoterapia non punta a eliminare la rabbia (che è un'emozione utile alla sopravvivenza), ma a trasformarla da reazione automatica e distruttiva a risposta consapevole.
La rabbia non è un mostro da sconfiggere, ma un messaggero: ci indica che qualcosa a cui teniamo è stato minacciato, o che ci sentiamo fragili in un contesto che percepiamo come ostile.

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Approfondimenti bibliografici


Sassaroli, S., Lorenzini, R., & Ruggiero, G. M. (2006). Psicoterapia cognitiva dell'ansia. Modelli e procedure. Raffaello Cortina Editore.

Ruggiero, G. M., & Sassaroli, S. (2013). Il colloquio in psicoterapia cognitiva. Raffaello Cortina Editore.

Liotti, G. (2005). La dimensione interpersonale della coscienza. Raffaello Cortina Editore.

Liotti, G., & Monticelli, F. (2014). I sistemi motivazionali nel dialogo clinico. Raffaello Cortina Editore.

Castelfranchi, C. (1988). Che figura! Emozioni sociali e controllo sociale. Il Mulino. Miceli, M., & Castelfranchi, C. (2014). Expectancy and Emotion. Oxford University Press. Miceli, M. (2002). Sentimenti di colpa, rabbia e risentimento. Il Mulino.

Bara, B. G. (A cura di). (2005-2007). Nuovo manuale di psicoterapia cognitiva (Vol. 1 & 2). Bollati Boringhieri.


 
 
 

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