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Cles: si parte!



La demenza: 100 cause, prognosi e decorso

I disturbi comportamentali: classificazione, epidemiologia, trattamento

Due macroargomenti daranno il via al primo incontro del corso gratuito formativo-informativo “Invecchiare in rete”, che si terrà il 15 novembre presso l’APSP di Cles a partire dalle ore 20.30. Due argomenti molto vasti e importanti introdurranno l’oggetto di questo corso che durerà complessivamente 5 incontri. Il primo incontro sarà condotto da due esperte in psicologia e neuropsicologia che lavorano a Trento e Cles.

Un corso che mira non solo a diffondere la conoscenza e le corrette modalità di gestione della persona con demenza, ma desidera diffondere delle buone prassi per invecchiare con successo.

Sappiamo che ad oggi non esistono cure, ma vi sono però delle strategie che, se accostate alla terapia farmacologica possono rallentare il decorso della demenza. In questa prima serata si parlerà di demenza, che cos’è, possibili cause, decorso e prognosi.

La prima parte della serata, lascerà poi spazio a un altro importante argomento: i disturbi comportamentali.

Frequentemente, gli ospiti di APSP e RSA, così come i malati assistiti al proprio domicilio, presentano profili di deterioramento cognitivo caratterizzati dalla presenza di disturbi comportamentali.

Durante il decorso della demenza, oltre alla progressiva compromissione delle funzioni corticali superiori e della dipendenza nelle attività di vita quotidiana, una percentuale di soggetti superiore al 90% (Caputo et al., 2006) manifesta la comparsa di sintomi psichici e comportamentali correlati a un aumento di stress per il paziente, a un più elevato danno funzionale, a un peggioramento più rapido nelle performance cognitive, al peggioramento della qualità della vita, a un maggior rischio di istituzionalizzazione e a un maggior carico assistenziale per il caregiver.

I disturbi comportamentali sono classificati entro una gamma molto eterogenea, correntemente indicata come BPSD – Behavioral and Psychological Symptoms in Dementia e caratterizzata da singolarità del comportamento, talora somiglianti a disturbi psichiatrici. Tali disturbi sono quelli tipici della demenza e non quelli ben definiti come turbe psichiche maggiori dell’età adulta. La demenza, la cui compromissione della cognitività è generalmente riconosciuta come base della sindrome, comporta anomalie che si estendono a tutti gli altri aspetti della vita mentale, alterando di conseguenza l’umore, la percezione, il comportamento, senza che esse coincidano esattamente con disturbi come la depressione maggiore, le allucinazioni o/e i comportamenti aggressivi della schizofrenia.

Questa distinzione è importante perché permette di discriminare disturbi comportamentali molto diversi, alcuni dei quali hanno una causa neurologica diretta, mentre altri derivano in modo indiretto dalla malattia e si formano mediante l’azione di meccanismi psicologici che sono la naturale risposta al disagio esperito.

È quindi fondamentale valutare accuratamente la natura del disturbo, per concentrarsi sul trattamento di quelli più gestibili, cioè quelli che derivano in modo indiretto dalla malattia organica. Inoltre, l’interazione tra elementi neurologici, psicologici e ambientali fa sì che i BPSD possano essere determinati da un insieme di fattori eterogenei tra loro, rendendo questi sintomi unici e tipici della demenza. Questo significa che l’ambiente in cui vengono accolti i pazienti con demenza, le interazioni che vengono loro proposte a livello relazionale e le stimolazioni cognitive ed emotive possono influire concretamente nel modificare i disturbi del comportamento e dell’umore malgrado la loro base biologica.

Bibliografia

Caputo M., Monastero R., Mariani E., Santucci A., Cherubini A., Camarda R. et al. (2006). I disturbi comportamentali “clinicamente rilevanti” nella demenza vascolare, nella demenza a Corpi di Lewy e nella demenza di Alzheimer: studio condotto su 921 pazienti anziani. Psicogeriatria, 1:5-14.

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