Mutismo selettivo
Cos'è ?
Il mutismo selettivo è caratterizzato da una costante incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche nelle quali ci si aspetta che si parli (ad esempio a scuola), nonostante l'individuo sia perfettamente in grado di parlare in altri contesti, come tra le mura domestiche in presenza dei familiari stretti. Non si tratta di un deficit linguistico o di comunicazione, ma di un blocco legato a una forte risposta d'ansia.
Caratteristiche associate e comportamenti non verbali
Il mutismo selettivo si manifesta attraverso modalità relazionali e comportamenti compensatori specifici:
Comunicazione non verbale: Quando si trovano nella situazione in cui non riescono a parlare, i bambini utilizzano spesso strumenti non verbali o sonori alternativi per comunicare, come emettere suoni inarticolati, indicare, scrivere o fare cenni con la testa. Possono essere disposti a partecipare a incontri sociali solo se non è richiesto l'uso del linguaggio parlato (es. ruoli non verbali nelle recite scolastiche).
Tratti temperamentali ed espressivi: Le manifestazioni associate possono includere un'estrema timidezza, paura di imbarazzo sociale, isolamento, ritiro, tendenza a rimanere immobilizzati (freezing) o ad aggrapparsi all'adulto (clinging). In alcuni casi, a casa o in contesti sicuri, questi bambini possono mostrare invece tratti compulsivi, negativismo o accessi di collera dovuti alla frustrazione.
Contesti di immigrazione: Un aspetto particolare riguarda i bambini di famiglie immigrate in paesi con una lingua diversa: il rifiuto di parlare la nuova lingua non va confuso con il mutismo selettivo, a meno che l'incapacità di parlare non persista anche nella lingua madre o si protragga oltre i primi 6 mesi di inserimento.
Sintomi
Selettività della comunicazione: Costante incapacità di parlare in contesti sociali specifici (es. a scuola, con insegnanti o coetanei) a fronte di una normale capacità di espressione verbale a casa con i genitori.
Durata minima: La condizione deve protrarsi per almeno 1 mese (limite non applicato al solo primo mese di scuola, che può essere influenzato da un normale periodo di adattamento).
Compromissione funzionale: L'incapacità di parlare interferisce concretamente e significativamente con i risultati scolastici, lavorativi o con la normale comunicazione sociale.
Assenza di cause linguistiche o organiche: Il comportamento non è dovuto alla mancanza di conoscenza o di familiarità con la lingua parlata richiesta, né è meglio spiegato da un disturbo della comunicazione (es. balbuzie) o dello spettro autistico.
Interventi
FAQ
Un bambino con mutismo selettivo non parla con nessuno e in nessun luogo?
No, la caratteristica fondamentale di questo disturbo è proprio la sua selettività. Il bambino possiede intatte le competenze linguistiche e parla normalmente, a volte anche in modo fluente, nei contesti in cui si sente sicuro e a proprio agio, tipicamente a casa con i genitori o i fratelli. Il blocco della parola si attiva esclusivamente in contesti sociali specifici, come la scuola o in presenza di estranei.
Quanto deve durare questo comportamento per poter fare una diagnosi?
Il manuale clinico stabilisce che l'incapacità di parlare deve persistere per almeno 1 mese. Tuttavia, non viene conteggiato il primissimo mese di inserimento in un nuovo ciclo scolastico (come l'inizio della prima elementare o dell'asilo), poiché in quel periodo l'assenza di parola potrebbe essere legata a una normale timidezza transitoria o a una fase di adattamento al nuovo ambiente.
Il mutismo selettivo è una forma di timidezza o un comportamento capriccioso?
No, non si tratta né di semplice timidezza né di un comportamento intenzionale o di un capriccio del bambino per attirare l'attenzione. Il mutismo selettivo è un vero e proprio disturbo d'ansia: il bambino desidererebbe parlare, ma l'elevata tensione emotiva sperimentata in quel contesto sociale provoca un vero e proprio blocco o "congelamento" della capacità vocale, rendendogli impossibile l'espressione verbale.
Nota informativa: I contenuti di questa pagina hanno lo scopo di orientare la consapevolezza dell'utente. Qualora si ravvisassero analogie con il proprio caso o quello di terzi, si consiglia vivamente di consultare uno specialista. Le informazioni qui riportate non sostituiscono il parere clinico e non devono essere utilizzate per formulare autodiagnosi o giudizi clinici.
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