Disprassia e coordinazione motoria
Cos'è ?
La disprassia, o Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD), è una condizione neurologica che ostacola l'organizzazione del movimento. A differenza di un semplice deficit motorio, la disprassia risiede nella difficoltà di ideare, pianificare ed eseguire una serie di gesti finalizzati a uno scopo. Immaginate il cervello come un direttore d'orchestra che ha lo spartito corretto, ma i cui segnali arrivano ai musicisti (i muscoli) con ritardi o interferenze, rendendo l'esecuzione frammentata e faticosa.
Goffaggine evidente: Tendenza a urtare oggetti, inciampare o cadere frequentemente.
Difficoltà nella motricità fine: Problemi nel maneggiare posate, allacciare bottoni, usare le forbici o scrivere a mano (spesso associata a disgrafia).
Problemi di equilibrio: Difficoltà in attività come andare in bicicletta o stare su un piede solo.
Scarsa coordinazione oculo-manuale: Difficoltà negli sport che richiedono di lanciare o afferrare una palla.
Difficoltà nell'organizzazione spazio-temporale: Problemi nel seguire istruzioni sequenziali o nel percepire lo spazio attorno a sé.
Dal punto di vista neurobiologico, la disprassia riflette una mancata automatizzazione dei "programmi motori". Secondo la teoria del riciclaggio neuronale di Stanislas Dehaene (2009), il cervello deve imparare a connettere le aree del linguaggio e della visione con quelle del movimento fine.
Ricerche tramite fMRI dimostrano che, nei soggetti disprassici, esiste una ridotta connettività tra la corteccia parietale (che elabora lo spazio) e la corteccia motoria (Dehaene & Cohen, 2011). Questo costringe il cervello a un'iper-attivazione della corteccia prefrontale per gestire ogni singolo movimento in modo conscio, invece di affidarlo all'automatismo del cervelletto (Pugh et al., 2010). Questo sforzo costante genera un alto costo metabolico e stanchezza precoce (Price & McCrory, 2005), saturando la memoria di lavoro e rendendo difficile concentrarsi su altro mentre ci si muove (Vellutino et al., 2004).
Interventi
L'approccio moderno non mira alla "guarigione", ma al potenziamento della plasticità cerebrale e all'uso di strategie compensative. Gli interventi principali includono:
Terapia Occupazionale (OT): Per allenare le autonomie quotidiane e migliorare la pianificazione gestuale.
Psicomotricità: Per favorire una migliore percezione del proprio schema corporeo nello spazio.
Logopedia: Se la disprassia coinvolge i muscoli dell'articolazione del linguaggio (disprassia verbale).
Strumenti Compensativi: Uso del computer per bypassare la fatica della scrittura manuale e software di pianificazione per l'organizzazione dei compiti.
FAQ
La disprassia scompare con l'età?
No, è una condizione neurobiologica persistente, ma con l'intervento corretto l'adulto impara strategie per gestire efficacemente le proprie difficoltà.
È legata all'intelligenza?
Assolutamente no. Il quoziente intellettivo è spesso nella norma o superiore; il problema riguarda esclusivamente l'esecuzione motoria.
Può essere associata ad altri DSA?
Sì, è frequente la comorbidità con dislessia, disgrafia e ADHD a causa della base comune di fragilità nelle funzioni esecutive.
Nota informativa: I contenuti di questa pagina hanno lo scopo di orientare la consapevolezza dell'utente. Qualora si ravvisassero analogie con il proprio caso o quello di terzi, si consiglia vivamente di consultare uno specialista. Le informazioni qui riportate non sostituiscono il parere clinico e non devono essere utilizzate per formulare autodiagnosi o giudizi clinici.
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