Disturbo bipolare tipo I
Cos'è ?
Il disturbo bipolare I rappresenta la visione moderna della psicosi maniaco-depressiva classica. La sua caratteristica clinica essenziale è la presenza di almeno un episodio maniacale completo nell'arco della vita. Sebbene la diagnosi non richieda obbligatoriamente l'esperienza di un episodio depressivo maggiore, la grande maggioranza degli individui manifesta una marcata alternanza tra fasi di alterazione patologica dell'umore verso l'alto (mania) e verso il basso (depressione).
Prevalenza, Sviluppo e Rischio di Suicidio
Prevalenza: La prevalenza a 12 mesi nei paesi continentali varia dallo 0,0% allo 0,6%, mostrando tassi sostanzialmente equivalenti tra maschi e femmine (rapporto di circa 1,1:1).
Sviluppo e decorso: L'età media di esordio del primo episodio (maniacale, ipomaniacale o depressivo) è di circa 18 anni. Oltre il 90% degli individui che manifestano un singolo episodio maniacale continua ad avere ricorrenti episodi di alterazione dell'umore nel corso della vita. Circa il 60% degli episodi maniacali si verifica immediatamente prima di un episodio depressivo maggiore.
Rischio di suicidio: Il rischio di suicidio è estremamente elevato: si stima che nell'arco della vita sia almeno 15 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Gli individui con disturbo bipolare I possono arrivare a rappresentare un quarto di tutti i suicidi portati a termine.
Specificatori clinici e manifestazioni associate
Il disturbo prevede diversi livelli di gravità attuale (Lieve, Moderata, Grave) e un'ampia gamma di varianti cliniche codificabili come specificatori:
Specificatori di sottotipo: Con ansia, Con caratteristiche miste (presenza contemporanea di sintomi depressivi e maniacali), Con cicli rapidi (4 o più episodi di alterazione dell'umore in un anno), Con caratteristiche melancoliche, Con caratteristiche atipiche, Con caratteristiche psicotiche (deliri o allucinazioni congruenti o incongruenti all'umore), Con catatonia, Con esordio nel peripartum o Con andamento stagionale.
Mancanza di insight: Durante un episodio maniacale, gli individui spesso non percepiscono di essere malati o di avere necessità di un trattamento, opponendo una forte resistenza alle cure e ai tentativi di aiuto.
Alterazioni comportamentali: Possono manifestarsi modificazioni dello stile personale (abbigliamento stravagante, trucco eccessivo), gioco d'azzardo, comportamenti antisociali, ostilità verbale o fisica e una spiccata tendenza alla sconsideratezza finanziaria o relazionale.
Sintomi
I criteri diagnostici richiedono la presenza di un Episodio Maniacale (periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espanso o irritabile e di aumento anomalo dell'energia o dell'attività, della durata di almeno 1 settimana e presente per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni). Durante questa fase devono manifestarsi tre o più dei seguenti sintomi (quattro se l'umore è solo irritabile):
Sintomi Cognitivi ed Emotivi: 1. Autostima ipertrofica o grandiosità (convinzioni di grandezza o talenti unici); 4. Fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente; 5. Distraibilità (l'attenzione viene facilmente deviata da stimoli esterni irrilevanti).
Sintomi Comportamentali e Fisiologici: 2. Diminuito bisogno di sonno (sentirsi riposati dopo solo 3 ore di sonno); 3. Maggiore loquacità del solito o spinta continua a parlare; 6. Aumento dell'attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale) o agitazione psicomotoria non finalizzata; 7. Eccessivo coinvolgimento in attività che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (es. acquisti incontrollati, comportamenti sessuali sconvenienti, investimenti finanziari avventati).
Nota sull'Episodio Depressivo: Quando presente, l'episodio depressivo rispecchia i medesimi criteri della depressione maggiore (umore depresso, perdita di interesse, insonnia, faticabilità, sentimenti di svalutazione) e deve causare una marcata compromissione del funzionamento sociale e lavorativo.
Interventi
Bibliografia
FAQ
È obbligatorio aver sofferto di depressione per ricevere una diagnosi di disturbo bipolare I?
Tecnicamente no. Il criterio fondamentale ed essenziale per diagnosticare il disturbo bipolare I è la presenza di almeno un episodio maniacale completo nell'arco della vita. Tuttavia, nella realtà clinica, la stragrande maggioranza delle persone che sperimentano una fase maniacale andrà incontro, prima o dopo, anche a uno o più episodi depressivi maggiori.
Cosa significa che una persona in fase maniacale ha una "riduzione del bisogno di sonno"?
Questa è una delle caratteristiche fisiche più tipiche della mania e non va confusa con la comune insonnia. Mentre una persona con insonnia vorrebbe dormire ma non ci riesce e il giorno dopo si sente stanca e spossata, l'individuo in fase maniacale dorme pochissimo (anche solo due o tre ore a notte) ma si sveglia carico di energie, iperattivo e convinto di essere perfettamente riposato e in piena forma.
Perché il disturbo bipolare I è considerato ad alto rischio e può richiedere l'ospedalizzazione?
Durante la fase maniacale l'altissima impulsività, la sensazione di onnipotenza (grandiosità) e la perdita di contatto con la realtà possono spingere la persona a compiere azioni estremamente pericolose per la propria incolumità fisica, economica e sociale (es. spendere cifre enormi fuori dalle proprie possibilità, guidare in modo sconsiderato, intraprendere affari fallimentari). Inoltre, la forte associazione con episodi depressivi gravi comporta un rischio di suicidio molto elevato, rendendo spesso necessario il ricovero protettivo per garantire la sicurezza del paziente.
Nota informativa: I contenuti di questa pagina hanno lo scopo di orientare la consapevolezza dell'utente. Qualora si ravvisassero analogie con il proprio caso o quello di terzi, si consiglia vivamente di consultare uno specialista. Le informazioni qui riportate non sostituiscono il parere clinico e non devono essere utilizzate per formulare autodiagnosi o giudizi clinici.
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