Disturbi d'anzia
Cos'è ?
La paura è la risposta emotiva a una minaccia imminente, reale o percepita, mentre l'ansia è l'anticipazione di una minaccia futura. Sebbene questi due stati presentino aree di sovrapposizione, essi si differenziano sul piano psicofisiologico e comportamentale: la paura si associa a picchi di attivazione autonomica funzionali alla lotta o alla fuga e a pensieri di pericolo immediato; l'ansia si manifesta invece attraverso una tensione muscolare costante, uno stato di vigilanza orientato ai rischi futuri e condotte improntate alla prudenza o all'evitamento. All'interno di questa dinamica, gli attacchi di panico rappresentano una specifica e violenta risposta alla paura, che può manifestarsi trasversalmente anche al di fuori dei disturbi d'ansia stessi.
È importante capire la differenza tra la normale ansia e un vero e proprio disturbo. Tutti proviamo ansia o stress in certi momenti della vita, ma si tratta di reazioni temporanee. Un disturbo d'ansia, invece, è molto più intenso, non passa da solo e dura a lungo, in genere per sei mesi o più.
Chi si trova in questa situazione tende a vedere i pericoli come molto più grandi e gravi di quello che sono in realtà. Per questo motivo, deve essere un professionista a valutare se quella paura è davvero esagerata rispetto alla situazione reale, tenendo conto anche dell'ambiente e della cultura in cui vive la persona.
Questi problemi iniziano spesso già durante l'infanzia e colpiscono le donne il doppio rispetto agli uomini. Prima di fare una diagnosi definitiva, però, il professionista deve fare un controllo attento per assicurarsi che l'ansia non sia causata da altre cose, come l'effetto di farmaci, l'uso di sostanze, malattie fisiche o altri problemi psicologici.
Diverse tipologia d'ansia
Le diverse patologie dello spettro si differenziano e si identificano in base agli oggetti o alle situazioni specifiche che innescano la sintomatologia e per il preciso contenuto dei pensieri a esse associati:
Disturbo d'Ansia di Separazione: Paura o ansia sproporzionata rispetto allo stadio evolutivo legata all'allontanamento dalle figure di attaccamento, con il timore costante che possano subire danni o incidenti fatali.
Mutismo Selettivo: Costante incapacità di parlare in specifici contesti sociali (come la scuola) nonostante il soggetto sia pienamente in grado di comunicare in altri contesti, con conseguente compromissione scolastica o lavorativa.
Fobia Specifica: Paura acuta e immediata circoscritta a determinati oggetti o situazioni (animali, ambienti naturali, sangue-iniezioni-ferite, contesti situazionali) affrontati con intensi livelli di sofferenza o sistematicamente evitati.
Disturbo d'Ansia Sociale (Fobia Sociale): Timore pervasivo legato alle interazioni sociali e alle situazioni prestazionali in cui vi è la possibilità di essere esaminati o giudicati dagli altri. Il nucleo cognitivo risiede nella paura di essere valutati negativamente, umiliati o rifiutati.
Disturbo di Panico: Ricorrenza di attacchi di panico inaspettati (senza una causa evidente) o attesi (in risposta a stimoli temuti), caratterizzati da picchi improvvisi di terrore che raggiungono l'apice in pochi minuti, seguiti da una persistente ansia anticipatoria o da modificazioni disadattive del comportamento.
Agorafobia: Paura focalizzata su contesti ambientali precisi (mezzi pubblici, spazi aperti, spazi racchiusi, folla, essere fuori casa da soli) dominata dal pensiero che la fuga potrebbe essere difficile o i soccorsi indisponibili nel caso in cui si sviluppassero sintomi invalidanti, imbarazzanti o simili al panico.
Disturbo d'Ansia Generalizzata: Stato di ansia e preoccupazione eccessiva e pervasiva, difficilmente controllabile, che investe diversi ambiti quotidiani (come le performance lavorative o scolastiche) ed è accompagnato da sintomi fisici stabili quali irrequietezza, affaticabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno e deficit di concentrazione.
Interventi
Bibliografia
FAQ
Nota informativa: I contenuti di questa pagina hanno lo scopo di orientare la consapevolezza dell'utente. Qualora si ravvisassero analogie con il proprio caso o quello di terzi, si consiglia vivamente di consultare uno specialista. Le informazioni qui riportate non sostituiscono il parere clinico e non devono essere utilizzate per formulare autodiagnosi o giudizi clinici.

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